Battaglie e conquiste personali

Battaglie e conquiste personali

by - 2/03/2018

partire per londra

Mancano diciotto giorni alla mia partenza e stanno nascendo mille difficoltà e problematiche. Se Dio esiste, evidentemente ce l’ha con me e non si fa problemi a dimostrarmelo.

Sto passando dei giorni che definire d’Inferno è veramente riduttivo. Non ho mai avuto una vita semplice anzi, specifico, le mie conquiste sono sempre state frutto di imprese non facili.


Ho sempre dovuto lottare con le unghie e con i denti per raggiungere i miei obiettivi

Era il novembre 2011 e a sette esami dalla laurea scelsi il mio relatore.

Nel febbraio del 2012, con ancora quattro esami da dare, mi ritrovai paralizzata a letto, potendomi muovere solo sulla sedia a rotelle. “Grossa ernia discale, mediana e paramediana, totalmente estrusa” recitava il referto della RM. Fui operata due mesi dopo e non recuperai mai la sensibilità alla coscia destra.

Tutto questo per dirvi cosa? A maggio 2012, quando tornai dalla convalescenza mi giunse la notizia che il mio relatore era morto. Avrei dovuto trovare un altro professore disponibile a seguirmi nonostante i tempi ristretti, avrei dovuto scegliere un altro argomento, avrei dovuto rimandare la discussione.

Poi, non lo so, chiamatela fortuna, destino o divina provvidenza, andai benissimo in uno degli esami più difficili della facoltà e decisi avrei chiesto alla professoressa di quel corso di diventare la mia nuova relatrice, sapendo che non stava seguendo nessuno studente della triennale. Sì, rimandai la discussione di qualche mese ma, trattandosi della sessione straordinaria, non avrei pagato ulteriori tasse. Sì, cambiai argomento e da "L'informatica negli studi filologici" passai a "I meccanismi del linguaggio e la sindrome afasica".

Ho rincontrato relatrice e co-relatrice proprio l’altro giorno e tra me e me ho pensato, rievocando quei momenti: "Però, Chiara, anche quando ti va male poi ti va bene". Sì, giusto per semi citare Ronald Weasley.


Sì, e con ciò, qual è il punto?

Il punto è che, anche ora, a poche settimane dalla mia partenza stanno sorgendo mille complicanze. 

Parliamo della più “consistente”: una decina di giorni fa decido di farmi fare una visita veloce dal mio dentista, giusto per evitare l’insorgere di rogne una volta all'estero. Però, niente, le rogne sono arrivate comunque: esattamente pochi giorni prima del controllo il dente del giudizio mi "esplode". Un dolore inaudibile. 

Dovete sapere che, purtroppo, le carie nel mio caso nascono in maniera subdola: partono dal basso, iniziano a mangiare il dente e poi sbucano in superficie. In pratica dovrei fare radiografie ogni sei mesi, ma non è questo il punto. Il punto è che il dente è da togliere ma, signore e signori, le radici toccano il nervo e, probabilmente, lo “abbracciano affettuosamente”.

Il mio dentista si è rifiutato di togliermelo perché rischio la paralisi facciale ma, in compenso, mi ha indirizzata verso un collega e specialista che dovrò chiamare lunedì per pregarlo di fare qualcosa in tempi più che urgenti. Il riassunto della telefonata sarà più o meno questo: “Dottore, la prego. Il 21 devo partire. Devo, perché se non partissi ora non partirei più. Resterei a marcire qui con il mio dente del giudizio”.


Non bastasse ciò...

Ho fatto sette colloqui di lavoro tra novembre e dicembre. Quasi tutte le persone con cui mi sono interfacciata promettevano un feedback entro Natale. Altre mi fecero intendere che il feedback non lo avrebbero dato affatto. 

Ecco, mi sono arrivate tre proposte di lavoro negli ultimi dieci giorni. Io sto partendo perché in cinque anni di ricerca di un impiego non ho mai avuto molte chance concrete, perché negli ultimi sei mesi non una delle mie domande era stata presa in considerazione e ora che me ne vado questi sbucano come funghi. What the hell!? Are you fuckin' kidding me?

Il fatto è che siamo in ballo, giusto? Allora balliamo. Forse in cuor mio ho sempre saputo che il mio posto non è qui. Forse non sarà neppure in Inghilterra e forse me ne andrò anche da lì. La verità è che sto cercando di pensarci il meno possibile ma mi riesce difficile perché ho sempre avuto la tendenza a programmare tutto nella mia vita.

Tra l'altro, si fosse trattato di proposte ben retribuite avrei potuto anche pensarci, ma mi limiterò a dirvi che la paghetta che la mia host mum mi darà sarà più sostanziosa.


Londra te la dovrai penare, vecchia mia

L'altra simpatica notizia è che la linea ferroviaria che mi collegherà dalla cittadina in cui andrò a vivere a Londra, fino a metà aprile, sarà sospesa nei weekend. Ci sarà un bus sostitutivo, d'accordo, ma invece di metterci un'ora ce ne metterò due. La gioia, davvero, la ciliegina sulla torta. È quasi come se tutto intorno a me mi stesse dicendo che per conquistarmi tutto questo, per avere un po' di gioia nella mia piattissima vita, dovrò combattere sempre e comunque. Come se il destino, Dio, o qualunque sia l'entità che governa le cose, mi stesse mettendo di fronte a mille ostacoli per mettermi alla prova per farmi capire se ciò che sto tentando di perseguire è davvero quello che voglio. 

Sono arrabbiata, ovviamente, perché quello che moltissime persone ottengono con uno schioccare di dita io me lo devo sempre sudare. Combattere ha temprato il mio carattere, mi ha resa più forte, mi ha resa una guerriera. Certo, con i miei attacchi d'ansia, gli scleri, le arrabbiature, gli sfoghi che quei disgraziati dei miei amici si son dovuti sempre sorbire. Sono dannatamente emotiva, purtroppo, quando do di matto lo faccio nel peggiore dei modi.

Il fatto è che temo sempre più che questa ostinata voglia di prendermi ciò che mi spetta prima o poi si esaurisca. Ho paura succeda quando ne varrà davvero la pena. Compirò trent'anni quest'anno, non mi va più di perdere tempo, sono sempre meno paziente e sempre meno flessibile. Negli ultimi dieci anni sono cambiata così tanto che quando provo a buttare uno sguardo alla me ventenne non mi riconosco in lei. Il che è anche normale, ci si evolve e ci si migliora (si auspica) ed è con questo mood che continuo le mie battaglie personali, sapendo che quello per cui sto sacrificando tempo ed energie è forse l'occasione migliore di tutta una vita.


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1 commenti

  1. Chiara bene o male nel gruppo ti leggo sempre, anche se spesso non commento, ti auguro davvero di riuscire in quello che più desideri, che sia vivere a Londra o meno.
    Anch'io mi sono sempre fatta il mazzo per raggiungere i miei obiettivi, ma posso ritenermi fortunata perché non ho avuto i tuoi stessi problemi. Da agosto sono disoccupata e non riesco a trovare un cavolo, per di più ho avuto 2-3 false speranze, ma è stato forse solo peggio. Ora a 28 anni la mia pazienza e la voglia di fare mi stanno seriamente venendo a mancare, mi sento inadeguata per la mia età e vedo intorno a me gente che con uno schiocco di dita riescono ad ottenere tutto, proprio come dici tu.
    Un abbraccio grande grande bella <3

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